Frank il Castoro arriva al Baby Parcour di Vita Avra: iniziati i lavori per il nuovo gioco con l’acqua

C’è un momento, nei progetti pensati per i bambini, in cui un’idea smette di essere un disegno e diventa esperienza. Al Baby Parcour del percorso Vita Avra quel momento è iniziato: sono partiti i lavori per la posa del nuovo gioco “Frank il Castoro”, una postazione che unisce acqua, legno e scoperta, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla collaborazione tra realtà del territorio.

L’obiettivo è chiaro: arricchire il Baby Parcour con un’attrazione interattiva e sensoriale, dove i bambini non “guardano” soltanto, ma azionano, sperimentano, comunicano. Un gioco che promette di diventare un piccolo classico per le famiglie in visita.

Un gioco con l’acqua che si attiva a mano: come funziona “Frank il Castoro”

“Frank il Castoro” è un gioco d’acqua progettato per stimolare curiosità e coordinazione: i bambini pomperanno l’acqua da un serbatoio sotterraneo grazie a una pompa manuale, dando il via a un percorso visibile e divertente.
L’acqua scorrerà poi in una serie di tronchi di castagno, trasformati in canalizzazioni naturali: un modo semplice e geniale per rendere l’esperienza immediata e “fisica”, perfetta per l’età del Baby Parcour.

Legno che racconta il bosco: i tronchi di castagno dal taglio di messa in sicurezza

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la scelta dei materiali: i tronchi utilizzati derivano dal taglio legato alla messa in sicurezza del bosco, e vengono così riutilizzati in un contesto educativo e ludico.
In pratica, ciò che nasce da un intervento di cura del territorio rientra nel ciclo della comunità sotto forma di gioco: un messaggio potente, soprattutto per chi vive il percorso Vita Avra come luogo dove natura e persone si incontrano.

Un progetto “di territorio”: AIM Mendrisio, Zambello, AFOR e volontari

Dietro a un gioco che sembra semplice c’è sempre un lavoro corale. In questo caso, la postazione è stata costruita in collaborazione con l’AIM di Mendrisio e con la ditta Zambello, che ha anche realizzato il progetto di base.
Per la parte più “pesante” e delicata, gli incavi sono stati eseguiti dalla Ditta AFOR, che ha collaborato anche per la posa dei tronchi.

E poi c’è il pezzo che spesso fa la differenza nei progetti locali: la comunità.
Tutti i lavori collaterali verranno infatti eseguiti dai volontari della Società, un contributo che non è soltanto manodopera, ma senso di appartenenza.
Non solo acqua: arriva anche un “telefono senza fili” per comunicare e giocare insieme.
Accanto alla parte acquatica, il progetto prevede anche un elemento che fa sorridere e, al tempo stesso, educa al gioco cooperativo: verrà inserito un “telefono senza fili”, con cui i bambini potranno comunicare tra loro a distanza.

È un dettaglio che vale più di quanto sembri: favorisce relazione, immaginazione e socialità, trasformando la postazione in un punto d’incontro e non solo in un’attrazione.