Dal Percorso Vita alla comunità: perché il movimento è salute, prevenzione e partecipazione

Persone in movimento al Percorso Vita AVRA a Castel San Pietro

Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi verdi. Sono punti d’incontro, occasioni di benessere, piccoli patrimoni collettivi che vivono grazie alle persone che li frequentano, li curano e li sostengono.

AVRA Percorso Vita, a Castel San Pietro, è uno di questi luoghi.

Nato per promuovere il movimento nella natura, oggi AVRA rilancia con forza un messaggio semplice e attuale: muoversi fa bene alla salute, ma fa bene anche alla comunità.

È questo il senso dell’incontro pubblico “Il movimento è salute”, organizzato da AVRA Percorso Vita tra il Percorso Vita di Castel San Pietro e La Filanda di Mendrisio, con la partecipazione di cittadini, professionisti della salute, istituzioni e sostenitori del progetto. La giornata ha unito esperienza pratica, riflessione scientifica e racconto del territorio, valorizzando il movimento come strumento di prevenzione, benessere e coesione sociale.

Il movimento come bene comune

Parlare di movimento oggi significa parlare di salute pubblica, qualità della vita e relazioni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che bambini e adolescenti dovrebbero svolgere in media almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o intensa, mentre per gli adulti sono raccomandati 150–300 minuti settimanali di attività aerobica moderata, oppure 75–150 minuti di attività intensa.

Anche in Svizzera il tema è centrale: le raccomandazioni nazionali sull’attività fisica sono pubblicate dalla rete hepa.ch e sostenute, tra gli altri, dall’Ufficio federale della sanità pubblica, dall’Ufficio federale dello sport, da Promozione Salute Svizzera e dall’UPI.

Ma i numeri, da soli, non bastano. Serve rendere il movimento accessibile, vicino, quotidiano. Serve creare luoghi dove camminare, allenarsi, respirare, incontrarsi. È qui che un Percorso Vita assume un valore speciale: non è solo un tracciato attrezzato nel verde, ma uno spazio di prevenzione aperto a tutti.

Un’esperienza nella natura per riscoprire il corpo

La giornata promossa da AVRA si è aperta con un’attività pratica guidata dal team di Kinesis Plus. Un momento concreto, vissuto all’aria aperta, per ricordare che il movimento non è un concetto astratto: è esperienza, gesto, ritmo, respiro.
Muoversi nella natura permette di avvicinare persone diverse: giovani, adulti, anziani, famiglie, sportivi e chi desidera semplicemente riprendere confidenza con il proprio corpo. Per molti, il primo passo verso uno stile di vita più attivo non nasce in palestra, ma da un luogo accogliente, vicino a casa, accessibile e non competitivo.

Il valore di AVRA per il territorio

Durante l’incontro pubblico a La Filanda di Mendrisio, moderato da Maria Rosaria Iglio, professionista della comunicazione e addetta stampa, il legame tra AVRA e territorio è emerso con chiarezza.

Ad aprire la serata è stato Paolo Danielli, Capo Dicastero Sport, Eventi e Cultura del Comune di Mendrisio, che ha portato il saluto delle istituzioni e ha riconosciuto il ruolo identitario di AVRA per la comunità.

Le sue parole hanno sottolineato un aspetto fondamentale: realtà come AVRA non sono iniziative isolate, ma presìdi territoriali. Promuovono salute, socialità, qualità della vita e senso di appartenenza. In un periodo in cui molte persone vivono ritmi frenetici e relazioni più frammentate, luoghi come AVRA aiutano a ricostruire connessioni semplici e preziose.

Bambini e adolescenti: meno sedentarietà, più vita all’aperto

Uno degli interventi centrali è stato quello del Dr. med. Jacopo Calciolari, pediatra e medico dello sport.

Il suo contributo ha messo in luce una sfida sempre più urgente: la sedentarietà tra bambini e adolescenti.

Smartphone, tablet, videogiochi e strumenti digitali occupano una parte crescente del tempo libero. Il problema non è la tecnologia in sé, ma lo squilibrio che può crearsi quando lo schermo sostituisce il gioco all’aperto, il movimento spontaneo, l’incontro con gli altri.

Il Dr. Calciolari ha richiamato l’attenzione anche sul rischio di isolamento sociale legato a stili di vita troppo sedentari. Per questo ha lanciato un invito alle famiglie: incoraggiare i figli a praticare sport, partecipare ad attività nella natura e vivere momenti di gioco condiviso con amici e compagni.  Il movimento, in questa prospettiva, non riguarda solo il corpo. Aiuta anche la crescita emotiva, relazionale e sociale. Per un bambino, correre, arrampicarsi, saltare, camminare in un bosco o affrontare un piccolo percorso motorio significa imparare a conoscersi, a collaborare, a superare difficoltà, a sentirsi parte di un gruppo.

Movimento come medicina: prevenzione nell’età adulta e nella terza età

Il secondo focus sanitario è stato affidato a Matteo Ciceri, fisioterapista del team Kinesis Plus, che ha approfondito il valore del movimento nell’età adulta e nella terza età.  Il messaggio è chiaro: il movimento è una forma concreta di prevenzione.

Un’attività fisica praticata con regolarità contribuisce a mantenere la funzionalità motoria, sostenere l’autonomia personale e migliorare la qualità della vita. Questo vale in particolare con l’avanzare dell’età, quando forza, equilibrio, mobilità e continuità nel movimento diventano risorse decisive per vivere meglio.  Le raccomandazioni internazionali e svizzere insistono proprio su questo punto: ridurre la sedentarietà e integrare il movimento nella quotidianità è utile in tutte le fasi della vita.

Il Percorso Vita AVRA risponde perfettamente a questa esigenza: offre uno spazio naturale, gratuito, accessibile e adatto a diversi livelli di preparazione.  Non serve essere atleti per iniziare. A volte basta una camminata, qualche esercizio leggero, una presenza costante nel tempo.

Il racconto di Marco Favini: una storia nata dalla comunità

A dare profondità storica all’incontro è stato Marco Favini, presidente di AVRA Percorso Vita.

Il suo intervento ha accompagnato il pubblico in un viaggio nella storia di AVRA, dalla nascita nel 1972 alla visione che ne ha guidato la crescita. Il Percorso Vita è nato dall’impegno di cittadini, volontari e sostenitori che hanno creduto nel valore dell’attività fisica nella natura come bene comune da condividere e preservare.

Questo passaggio è centrale: AVRA esiste perché qualcuno, prima di noi, ha scelto di prendersene cura.E il futuro del Percorso Vita dipende dalla stessa energia: persone che partecipano, sostengono, offrono tempo, idee, competenze, presenza.

Perché diventare soci o volontari AVRA

Sostenere AVRA Percorso Vita significa contribuire a un progetto che produce valore per tutto il territorio. Diventare socio, offrire il proprio tempo come volontario, partecipare agli eventi o sostenere economicamente l’associazione sono gesti concreti che aiutano a mantenere vivo un luogo utile a bambini, famiglie, adulti e anziani.

Essere parte di AVRA significa:

  • sostenere la promozione del movimento e della salute;
  • contribuire alla cura di uno spazio naturale accessibile;
  • favorire attività educative, sportive e comunitarie;
  • valorizzare un patrimonio nato nel territorio e per il territorio;
  • partecipare a una rete di persone che credono nel benessere condiviso.

Un Percorso Vita non vive soltanto grazie alle sue attrezzature. Vive grazie a chi lo attraversa, lo racconta, lo protegge e lo sostiene.

Dal Percorso Vita alla comunità

Il messaggio emerso dall’incontro è forte: la natura offre alla comunità uno spazio di salute, ma la comunità deve prendersene cura.

AVRA Percorso Vita guarda al futuro con questa consapevolezza. Il movimento è salute, ma è anche partecipazione. È prevenzione, ma anche relazione. È benessere individuale, ma anche responsabilità collettiva.  Per questo oggi AVRA invita nuove persone ad avvicinarsi al progetto.

Che tu voglia muoverti di più, fare qualcosa per il territorio, sostenere un’iniziativa locale o mettere a disposizione un po’ del tuo tempo, il Percorso Vita può diventare anche il tuo percorso.

Entra anche tu nel percorso